Noi crediamo, che una società complessa debba trovare sbocchi di rappresentanza inequivocabili, certi, chiari, senza necessariamente nuove frammentazioni in centinaia di liste utili solo a far emerge nere qualche nome.

Noi crediamo, che un partito politico, per definirsi ed essere autenticamente democratico, debba porre in essere regole chiare e trasparenti per consentire a ciascuna istanza sociale una proporzionale rappresentanza, non di meno all’interno di un progetto ed un insieme di valori chiari e condivisi, in una coerente visione del mondo, del paese e della società.

Noi crediamo, che queste regole debbano partire da un percorso partecipativo che allarghi e faccia convergere in maniera continua e sistematica le energie nuove proposte da una società moderna, veloce ed in continua trasformazione.

Noi crediamo, che un ricambio della classe dirigente non debba essere semplicemente una questione anagrafica, ma legata al consenso ed alla rappresentatività, e che questi siano gli elementi centrali che devono essere validi a tutti i livelli.

Noi crediamo, che una società democratica debba essere anche partecipativa, e per questo un partito politico che voglia essere davvero anche democratico, debba adottare in maniera centrale e non marginale, ogni strumento utile al coinvolgimento ed alla partecipazione di tutta la società che vuole rappresentare.

Noi crediamo, che il Partito Democratico abbia il dovere morale e civile di dare risposte concrete al proprio interno sia in termini di ascolto che di partecipazione attiva, perché su di lui più che su altri ricade la responsabilità istituzionale, morale e storica di “contenere” e contribuire ad evitare ogni istanza demagogica e populista.

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In questa direzione, e con questi obiettivi, proponiamo:
Primarie

che diventi regola un percorso di consultazioni primarie per ogni genere di elezione popolare, con un numero di firme minime per presentare una candidatura e liste successivamente elaborate tenendo esclusivamente conto del risultato delle consultazioni primarie stesse;
Ruoli dirigenti

che chiunque ricopra incarichi dirigenti nel partito, dal segretario cittadino a quello nazionale, siano sempre messi in gioco nelle rispettive consultazioni elettorali nel territorio di cui sono dirigenti, a che il proprio ruolo sia anche valutato dal consenso dei cittadini di quel territorio;
Territorialità

che nessuno, indipendentemente dal ruolo che ricopre, possa essere candidato, a nessun livello, al di fuori della propria regione di residenza, e solo in quella, evitando le logiche di opportunità tattica politica di scelte comode, di paracadute elettorali, o di costruzione strumentale del consenso;
Costi

che un grande partito abbia il dovere morale di essere “il meno costoso” per la collettività, e quindi chiediamo che i gruppi costituiti (siano essi nei comuni, nelle province, nelle regioni o in parlamento) si autoregolamentino con l’obiettivo di essere, a fine anno, i meno costosi, proporzionalmente parlando, rispetto a tutti gli altri presenti nella medesima assemblea elettiva, perché siano da esempio di gestione responsabile, senza che ciò debba essere argomento esclusivo di campagne demagogiche, ma una risposta concreta e misurabile da parte di ciascun cittadino;
Partecipazione

che il partito democratico sottoponga in via consultiva, nella forma più aperta e partecipativa possibile, ogni ordine del giorno delle direzioni, siano essere regionali o nazionali, anche attraverso la rete, e che quanto emerso dal dibattito e dal contributo di tutti sia oggetto discusso e valutato nella direzione stessa e che le direzioni regionali e nazionali del partito discutano, inserendole nel proprio ordine del giorno, le proposte concrete che vengono dalla società e le istanze presentate anche via web e supportate da un certo numero di adesioni, anche presentate da semplici cittadini;
Separazione dei poteri

che gli uomini e le donne elette nel partito democratico facciano la prima grande scelta, al di là delle leggi, di eliminazione del conflitto di interessi, e cioè applichino una simbolica e sostanziale regola di separazione dei poteri, per cui chi ricopre cariche “legislative” non ne ricopra anche esecutive o amministrative o in qualsiasi modo incidenti il potere giudiziario, scegliendo inequivocabilmente il proprio ruolo (se sei assessore, ti dimetti da consigliere, se sei sottosegretario, ti dimetti da parlamentare, se sei magistrato e vieni eletto ti dimetti dalla magistratura…);
Queste cose, chiediamo, che vengano fatte da subito, ed in maniera chiara ed inequivocabile.
Lo chiediamo per il bene del pd, ma soprattutto dei milioni di persone, uomini e donne di questo paese, che hanno dato ancora fiducia a questo partito. Lo chiediamo per dare una risposta concreta alle istanze di partecipazione e decisione che vengono da una società in profonda trasformazione, che ha bisogno di ascolto e partecipazione.
Lo chiediamo affinché un domani si smetta di cercare altrove le vere ragioni per cui le persone, i cittadini di questo paese, disertino le urne, cambino preferenza, e tolgano la propria fiducia a questo partito.
Lo chiediamo perché questo paese ha bisogno di un grande partito riformista che sappia accogliere e includere, e che parta da sé stesso per mostrare una trasformazione possibile non solo del paese ma anche della sintassi della politica.
Questo non è un documento programmatico, ma per una volta un documento pragmatico.
Che chiede il sostegno – indipendentemente dalla propria storia ed appartenenza – a chiunque “ci sta” e a chiunque consideri valore un modo di essere e di fare, prima che un modo di dire e apparire.
Al di là ed oltre le etichette, le storie ed i percorsi personali, in questo momento i cittadini di questo paese chiedono delle risposte concrete; non accoglierle e non ascoltarle è scelta attiva e responsabilità politica cui rendere conto.

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